Storia

Per il mio percorso d’esame ho scelto il tema del tempo, una dimensione che a scuola misuriamo in ore, ma che nella realtà cambia a seconda di come la viviamo. Per dimostrarlo, ho voluto collegare questo concetto a un evento storico drammatico: la Prima Guerra Mondiale.

Tra il 1914 e il 1918, il tempo ha smesso di essere una semplice misura ed è diventato un’arma e una tortura psicologica. Possiamo vederlo attraverso tre dinamiche precise:

  • Il tempo immobile della trincea: Spesso immaginiamo la guerra come azione frenetica. La Grande Guerra, invece, è stata una guerra di posizione. I soldati passavano mesi bloccati nel fango, fermi, ad aspettare un attacco che non sapevano quando sarebbe arrivato. Questo tempo vuoto, eterno e pieno di paura ha logorato la mente di milioni di uomini, creando traumi psicologici mai visti prima.
  • La corsa contro il tempo e l’orologio da polso: Se per il soldato il tempo non passava mai, per i generali la precisione al secondo era vitale. È qui che nasce l’orologio da polso per gli uomini. Prima della guerra era considerato solo un accessorio femminile; al fronte divenne uno strumento militare. Per coordinare i bombardamenti e gli assalti della fanteria nello stesso identico istante, non si poteva perdere tempo a cercare l’orologio nel taschino. Un secondo di anticipo o di ritardo significava la morte.
  • Il tempo sottratto alla “Generazione Perduta”: Da una prospettiva esistenziale, la guerra è stata una gigantesca frattura. Ha cancellato il futuro di milioni di giovani che sono morti a vent’anni. E chi è sopravvissuto, come raccontano gli scrittori dell’epoca, è rimasto bloccato psicologicamente nel tempo della guerra, incapace di tornare alla normalità della vita civile.

Mentre la vita del soldato era congelata nel fango, la storia subiva un’accelerazione violentissima. In soli quattro anni, l’invenzione di carri armati, aerei e armi chimiche ha catapultato l’umanità nella modernità, lasciandosi alle spalle l’Ottocento.